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La Torre Littoria in affitto: la residenza temporanea di lusso nel grattacielo

La Torre Littoria in affitto: la residenza temporanea di lusso nel grattacielo

Uno dei simboli più discussi della Torino moderna

La Torre Littoria, il grattacielo che sorge in via Viotti tra piazza Castello e piazza San Carlo, diventa una residenza di lusso in affitto, per iniziativa dello storico proprietario, il Gruppo Reale Mutua. È uno dei palazzi pù contestati di Torino, per il suo stile razionalista (è stato edificato negli anni ’30) che stona con il contesto barocco che lo circonda. Ma per chi vivrà dentro la Torre Littoria non sarà un problema, visto che godrà di una vista panoramica a 360° sul centro di Torino dall’edificio residenziale più alto della città.

“Collezione Prestige”, la nuova linea di soluzioni di prestigio lanciata oggi da Reale Immobili, rafforza con questa operazione la sua offerta nel segmento residenziale: dopo Milano, con un intervento di riqualificazione in piazza Sant’Ambrogio, e Roma, dove sono stati realizzati appartamenti prospicienti a Piazza di Spagna, Reale Immobili ha scelto per Torino la Torre Littoria nei pressi di Piazza Castello, che con i suoi 19 piani e 87 metri di altezza (109 con l’antenna metallica sommitale) è uno dei 5 palazzi più alti della città.

La totale riprogettazione dell’edificio, iniziata a dicembre del 2017, ha permesso di convertire gli spazi in residenze di lusso, con accesso esclusivo al piano. Reale Immobili propone in affitto (si parla di locazioni tra i 30.000 e i 100.000 euro l’anno, con possibilità di affittare anche per periodi più brevi) unità singole e duplex con annessi terrazzi. Appartamenti, alcuni dei quali completamente arredati, pensati appunto per enfatizzare la vista a 360° su Torino. Il progetto di interior design, caratterizzato da materiali e finiture di qualità, è completato con arredi di pregio firmati dai migliori brand italiani.

Molta attenzione sia alla qualità ambientale che a quella dei servizi, con l’introduzione di misure di risparmio energetico e un servizio di conciergerie 24/24, e ancora connettività già predisposta, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso e servizi esclusivi su richiesta, dalla lavanderia alla pulizia delle singole unità, come in un hotel di lusso.

Collezione Prestige è commercializzata da Santandrea Luxury Houses, il marchio del Gruppo Gabetti dedicato agli immobili esclusivi. “Gli effetti della pandemia sanitaria in atto, causata dal Covid-19, hanno messo in grossa difficoltà l’economia mondiale e a risentirne è anche il settore immobiliare. Reale Immobili intende reagire subito all’attuale crisi, continuando a guardare al futuro e dando un segnale importante alla Città di Torino con il lancio di un nuovo importante progetto” ha dichiarato Alberto Ramella, direttore generale di Reale Immobili. 

Fonte: TorinoToday

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Mercato Post Covid-19: il settore non crollerà, aumenterà l’interesse per giardini e case fuori porta

Mercato Post Covid-19: il settore non crollerà, aumenterà l’interesse per giardini e case fuori porta

Ma le periferie di Torino Nord rischiano l'impoverimento

La pandemia Covid-19 ha cambiato le prospettive sull’andamento del 2020. La previsione da parte degli esperti vedeva un 2020 positivo: il 57% prevedeva una generale stabilità dei valori, il 15% pensava che i prezzi potessero salire. Restare chiusi in casa ha portato a riconsiderare gli immobili in cui si abita. L’emergenza Coronavirus ha stabilito una certezza: la casa è il miglior investimento che si possa fare per vivere bene. Il lockdown ha fermato il mercato immobiliare. Le transazioni si sono azzerate con la chiusura delle agenzie. Il comparto immobiliare, così come per tanti altri settori economici, attraversa un momento difficile e incerto.

“L’attuale previsione è che passata la fase critica, il mercato riprenderà, con probabile lentezza ma riprenderà”, commenta Aurelio Amerio, presidente di Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali). “Il forzato stallo del settore – aggiunge – ha fatto accumulare alcune richieste che daranno la spinta a una prima ripresa”. Inoltre, “il costo del denaro che continua a essere basso e si prevede resti tale, sarà un motivo in più per ricercare un’abitazione. In questo momento di incertezza, gli immobili possono rappresentare una valida alternativa di investimento poiché meno soggetti alla volatilità tipica dei mercati finanziari”.

“Un aspetto non trascurabile – sottolinea Luca Portinaro, delegato all’Osservatorio Fiaip – è che la crisi che si è generata porti le persone ad accantonare il progetto casa. È chiaro che chi stava pensando di comprare casa e si trova ad affrontare un’inaspettata difficoltà economica, con cassa integrazione, perdite di fatturato o chiusura della propria ditta individuale, accantonerà l’acquisto in attesa di una situazione migliore. Il mercato non crollerà ma è possibile che le compravendite freneranno nei prossimi semestri”. Per quanto riguarda il valore degli immobili, “Non si prevedono oscillazioni negative – aggiunge Portinaro – se ci saranno, non dovrebbero essere consistenti.

Le trasformazione del mercato post Covid-19: interesse per giardino e terrazzi, ma mercato non sarà stravolto
“Parlare di un’evoluzione o trasformazione del mercato risulta prematuro, non disponendo di dati concreti”, precisa Amerio. Dalle ricerche immobiliari e dalle manifestazioni di interesse ricevute in questi due mesi dagli associati Fiaip si possono desumere gli orientamenti del prossimo futuro, confermabili solo alla riapertura dei servizi di intermediazione.

“È indubbio che questo periodo di reclusione abbia generato in molti il desiderio o l’ambizione di uno spazio all’aria aperta indipendente”, spiega Amerio. “È probabile – aggiunge – che l’interesse per le case con giardino incrementi, poiché crescerà il numero di persone disposto a sacrificare la comodità per beneficiare di spazi più ampi. Il verde e le superfici esterne, come il terrazzo, avranno quindi ancor maggior richiesta. Ma presumibilmente non sarà un fenomeno dirompente perché in campo scende il rapporto qualità-prezzo”.

Torino, mercato immobiliare post Covid-19: attenzione su precollina e provincia
Difficile che in questo scenario, ci sia la riscossa del mercato immobiliare della collina torinese. “È una zona elegante e cara – spiega – servita in modo non così eccellente per quanto riguarda i collegamenti con i bus e la vicinanza a supermercati e farmacie. È più probabile che l’interesse medio-alto si indirizzi in precollina, dove si abbina l’accesso ai servizi cittadini al comfort di abitazioni indipendenti o semindipendenti. Un’altra zona che potrebbe catalizzare l’attenzione è Pino torinese: c’è tanta offerta, ma è un mercato fermo, che potrebbe però risvegliarsi”. Anche le case con giardino fuori porta potranno raccogliere maggior interesse: “I prezzi sono più contenuti e alla cifra di un bilocale in città, si compra una casa con giardino in provincia – spiega il presidente di Fiaip Torino -. Per esempio Vinovo: è ben servita grazie all’anello della tangenziale e presenta diverse soluzioni con aree verdi private”. Anche i piccoli comuni della Bassa Val di Susa potranno essere oggetto di rinnovato interesse, dove “a prezzi ragionevoli si possono comprare case con terreno”.

Torino, mercato immobiliare post Covid-19: centro città
Il centro città non dovrebbe patire battute d’arresto: “La scelta di vivere fuori porta non è per tutti – spiega Claudia Gallipoli, delegata Fiaip –. La ricerca di una casa è sempre soggettiva e chi vuole i servizi vicini, non sceglierà di allontanarsi tanto dalla città. La previsione è di un possibile calo della domanda del 2-3%, ma solo nella fase iniziale”. Più probabile un ripensamento degli spazi all’interno dell’alloggio. “Costretti a restare in casa, abbiamo misurato la casa con le nostre esigenze”, commenta Gallipoli. “C’è chi ha lavorato nella casa in cui abita e ha dovuto ricavare una postazione lavoro. Chi invece amando lo sport si è ritrovato a non avere spazio sufficiente per fare esercizio fisico, saltare la corda o allenarsi. Non è solo questione di superficie, ma di distribuzione degli spazi”.

È probabile che avranno maggior slancio gli spazi modulabili e in semi condivisione. “Nelle ristrutturazioni si progettano spazi dedicati allo smart working, con una stanza adibita al lavoro, anche insonorizzata”. La rigenerazione urbana prevede spesso ambienti comuni, palestra, cortile, sauna. Si tratta di moderni co-housing: “In questo periodo, con le giuste cautele – racconta Gallipoli – il condominio di via Saluzzo, per esempio, che ha solo 5 unità abitative, si è attrezzato per usare su turni la palestra”. Sono soluzioni che avranno sempre più slancio e che compensano spazi abitativi più ridotti con l’uso di più ampie aree da condividere con pochi.

Torino, mercato immobiliare post Covid-19: cosa succederà in periferia
A rischiare l’instabilità sono le periferie. “Non tanto quelle ricche di verde come Mirafiori, ma soprattutto la zona nord”, commenta Lucia Vigna, vice presidente di Fiaip Torino. “Il futuro di quelle aree è anche legato al futuro dei negozi”. Si tratta di un comparto che era già in difficoltà prima di questa emergenza. “È probabile che molti negozi chiuderanno, lungo le vie come nei centri commerciali, di conseguenza gli alloggi dati in affitto ai dipendenti si svuoteranno”.

Il comparto commerciale pagherà il conto più pesante del lockdown sanitario. “Se gli esercizi commerciali – continua Vigna – sono in difficoltà ad avere fatturati decorosi per pagare i canoni di locazione, chiuderanno e i proprietari si troveranno locali sfitti. Anche i centri commerciali corrono gli stessi pericoli, rischiando di diventare cattedrali nel deserto, con grandi catene che dovranno rivedere, giocoforza, gli investimenti sul territorio”.

Torino, mercato immobiliare post Covid-19: soluzione è l’intervento del Governo
“È necessario – sintetizza Vigna – l’intervento delle Istituzione con sostegni concreti a favore di piccoli imprenditori. Per esempio:

1) reintroduzione della cedolare secca per i negozi rendendola stabile negli anni;

2) sgravi fiscali per i proprietari che non percepiscono i canoni di locazione a causa delle difficoltà dell’esercente;

3) agevolazione per il cambio di destinazione urbanistica dei negozi sfitti in abitazioni, in moda da rimettere i locali sul mercato, anche per le locazioni, creando un circolo virtuoso per la filiera e con oneri incassabili dalla Pubblica amministrazione.

4) liqudità di denaro dalla banche per gli esercizi commerciali: punto strategico per far ripartire tutti i settori”.

Fonte: TorinoToday

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Mercato immobiliare (ancora) in ripresa, a Torino il bilocale è la tipologia più comprata e venduta

Mercato immobiliare (ancora) in ripresa, a Torino il bilocale è la tipologia più comprata e venduta

Nella prima parte del 2019

Continuano i segnali di ripresa nel mercato immobiliare italiano. In particolare, l’Ufficio Studi Tecnocasa, rileva dati confortanti sul versante delle compravendite, dei prezzi e dei tempi di vendita in diminuzione.

I prezzi hanno registrato un aumento dello 0,9%. Nel confronto tra le grandi città svetta Milano con un incremento dei valori delle case del 5,7% seguita a ruota da Bologna con +5,6%. Crescono anche Firenze, Napoli e Verona. Il ribasso più consistente a Bari (-2,3%) e Genova (-2,2). Tali risultati sono stati determinati anche dall’andamento delle compravendite che nei primi sei mesi del 2019 sono cresciute maggiormente proprio a Bologna (+12,3%) e Milano (+8,5%). Torino registra con una lieve flessione dei prezzi (-0,4%).

Sui tempi di vendita è Bologna ad avere la meglio con tempistiche di vendita intorno a 85 giorni, seguita da Milano con 87 giorni: ancora una volta queste due metropoli dimostrano la vivacità del loro mercato, visto che si tratta di un indice importante per capire lo stato di salute del mercato immobiliare. Quanto alle tipologie immobiliare il trilocale è la tipologia più scambiata in sei grandi città con l’eccezione di Milano e Torino dove prevale il bilocale e Genova e Firenze che registrano maggiori transazioni sul quattro locali. Se, a livello nazionale, la media di chi compra casa si concentra soprattutto nella fascia tra 35 e 44 anni (28,5%) Milano ha la percentuale più elevata nella fascia tra 18 e 34 anni (36,7%) seguita da Verona (30,1%). A Torino la percentuale di chi compra casa tra i 18-34 anni è del 28,3%.

Questo semestre ha visto anche un incremento dei canoni di locazione in tutte le grandi città e su tutte le tipologie immobiliari. L’aumento dei canoni di locazione di un bilocale (tipologia più locata nelle grandi città) è stato dell’1,8%. Ancora una volta spiccano Milano (+4,2%) e Bologna (+4,6%) città in cui si segnalano anche i tempi di locazione più brevi rispettivamente con 87 e 85 gg. A Torino l’incremento percentuale dei prezzi del canone di locazione è minima (0,1%). Mentre il tempo di locazione si assesta sui 121 giorni (in Italia il tempo di vendita per un immobile è di 122 giorni).

Fonte: TorinoToday